Pausa

Pausa

16 Lug, 2026

“Tutto per questo momento. Una parola dopo l’altra fino a svelare ciò che è stato causa ed effetto della più grande rivoluzione che potessi sperare.”

Luglio 2026.

Testo – Firenze, Bookpride – Milano, Libreria del Corso – Giarre (CT), La Scatola Lilla – Milano, Caffè Pedrocchi – Padova, IoCiSto – Napoli, Catania Book Festival – Catania, SalTo – Torino, Villa Anelli – Verbania, Colapesce Libreria – Messina, UnaMarinadiLibri – Palermo, Al Kitab – Tunis, Palazzo Vigo – Riposto (CT).

Per tutti un elenco, per me la realizzazione di un sogno.

Di cosa abbia significato questo percorso ne ho parlato in più di una occasione, cercando di esaltare i momenti più entusiasmanti e disinnescando quelli che avrebbero potuto gettare delle ombre sul periodo trascorso. Non perché volessi trascurarli. Lo so, fanno anch’essi parte di questa continua scoperta che, con un gioco di parole a me molto caro, ho chiamato “la strada fino a qui“.

E questa strada è stata, semplicemente, la più bella che io abbia mai percorso.

Almeno fin adesso.

Sono stati mesi intensi e pieni, pieni di tutto quello che solo un obiettivo a cui ho dedicato ogni fibra del mio corpo negli ultimi anni poteva regalarmi.

Lo stupore del primo sguardo lanciato a Firenze, vedendolo lì, timido in mezzo “ai grandi”, l’emozione negli occhi della mia famiglia presente alla “prima” a Giarre, la valanga di affetto di ogni persona presente a Milano che, ancora una volta, è servita a ricordarmi perchè da così tanti anni questa città sia la mia casa. E poi l’eleganza avvolgente del Pedrocchi a Padova, la prima volta nel Blu di Napoli, la placida bellezza del Lago Maggiore, l’energia di Torino e la meraviglia della luce di Tunisi.

Di quanta luce sono state inondate queste pagine è difficile perfino raccontarlo.

E quindi lei, declinata in molti modi diversi ma sempre uno in più per stregarmi.

La mia Sicilia:

Giarre, dicevo.

Ma anche Catania barocca,

Messina porta di questa mia isola

Palermo che tutto tiene e contiene.

Infine lei, il luogo che li racchiude tutti, il mio piccolo angolo di paradiso al quale fare ritorno anche solo per un pensiero felice: il borgo di Torre Archirafi. Lì il romanzo è stato protagonista per l’ultima volta prima di una pausa estiva che servirà a molte cose. Alcune – mi auguro – le vedrete presto, altre rimarranno con me fino a quando non sarà proprio lei, la strada, ad indicarlo.

Non avrei potuto desiderare chiusura migliore di questa per me e per il mio romanzo.

Lì dove sono affiorate molte cose…persino una scrittrice.

Vi abbraccio, amati lettori miei.

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