Milano-Firenze

Milano-Firenze

2 Gen, 2026

“Tutto per questo momento. Una parola dopo l’altra fino a svelare ciò che è stato causa ed effetto della più grande rivoluzione che potessi sperare.”

Novembre 2024 – Aprile 2025.


Ci siamo lasciati così. Con un “Elevator Pitch” stentato e la promessa di una città che ha costruito ponti.

Francoforte e la sua brina ghiacciata di fine di ottobre. Preludio di un inverno precoce che sembrava aver seppellito anche la speranza con la quale avevo intrapreso quel viaggio.

Gelo e silenzio. Un lungo silenzio che dura un mese. Trenta giorni di sussulti al primo squillo del telefono, di controllo ossessivo della posta, di sorrisi abbozzati all’ennesimo “bisogna avere pazienza” – come se a furia di esercitarla non fossi già diventata campionessa olimpica di questo sport – di insicurezze mai dissipate. Quella strada, che avevo intrapreso con un entusiasmo che credevo ormai estinto, sembrava ancora più ripida di quanto io stessa avessi immaginato ai blocchi di partenza.

In realtà, non mi ero ancora impadronita della consapevolezza che tutto si dispiega secondo un tempo a sé, un orologio che – a dispetto di quanto crediamo – segna sempre, immancabilmente, l’ora esatta.

Quell’ora è arrivata sotto il sole di Barcellona, un mese dopo, appunto. Come a ricordarmi che tutte le cose belle – almeno quelle che mi riguardano – necessitano di due condizioni “non mutuamente esclusive” (direbbe qualcuno) : la presenza del sole e del mare.

In fondo, cosa mai potrà esistere di bello per me che non racchiuda entrambi questi elementi?

Proprio a Barcellona il telefono ha iniziato a squillare con una melodia nuova, quella che annunciava che qualcosa di inimmaginabile fino a pochi mesi prima era pronto a nascere.

Da quel primo contatto, quello stesso telefono ha continuato a squillare, la posta a riempirsi di una corrispondenza sempre più intima ed una città ha cominciato a stagliarsi, prepotente, sullo sfondo: Firenze.

Firenze ha preso le sembianze di un’aspirazione coltivata a lungo ed in silenzio, diventando la culla di un sogno che ha scandito ogni mia giornata fino a quando, dopo la gelata invernale, è sbocciato, facendo ciò che la primavera fa con i fiori.

Ad aprile è arrivata, finalmente, la mia Primavera.

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6 thoughts on "Milano-Firenze"

  1. Graziella ha detto:

    Conosco bene le sensazioni che hai descritto.Tutte le cose importanti implicano un grande coinvolgimento emotivo.Complimenti per la tua scrittura.

    1. Marta Cantarella ha detto:

      Per capire meglio i retroscena di queste parole ti consiglio di leggere la prima parte della storia: https://www.lespritrougeduepuntozero.com/la-strada-fino-a-qui/elevator-pitch/

      Grazie!!!

  2. Giuliana ha detto:

    Perfetto, come sempre. Ti ho vista in ogni parola, anche se non sono stata in quei luoghi con te! Bello leggerti ❤️

    1. Marta Cantarella ha detto:

      Ciascuno di questi luoghi ha rappresentato una tappa fondamentale di una strada che spero sia più lunga possibile <3

  3. Eleonora ha detto:

    Bellissime parole ❤️

    1. Marta Cantarella ha detto:

      Grazie di cuore!!

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